© Associazione Festival Musicale Piceno

Albe Op.1 _ 1.Paesaggio Lunare.
mp3">Albe Op.1 _ 2. Storia Quotidiana
Albe Op.1 _ 3. Nebbia
Albe Op.1 _ 4. Pagina D'album
Albe Op.1 _ 5. Mandorlo Fiorito
Albe Op.1 _ 6. Povera Nonna
Due Canti-Scherzi Op.14 _ 1. Siciliana
Due Canti-Scherzi Op.14 _ 2. Scherzo
Melodie Pascoliane Op.22 _ I. Creature Morto
Melodie Pascoliane Op.22 _ I. Creature Orfano
Melodie Pascoliane Op.22 _ I. Creature Fides
Melodie Pascoliane Op.22 _ II. Marine Speranze e memorie
Melodie Pascoliane Op.22 _ II. Marine Mare
Melodie Pascoliane Op.22 _ II. Marine La baia tranquilla
Melodie Pascoliane Op.22 _ III. Brividi Il nunzio
Melodie Pascoliane Op.22 _ III. Brividi Notte di vento
Melodie Pascoliane Op.22 _ IV. Tre canti Anniversario (dedica)
Melodie Pascoliane Op.22 _ IV. Tre canti I due girovaghi (intermezzo grottesco)
Melodie Pascoliane Op.22 _ IV. Tre canti Il fumo e la neve (epilogo)
Canti Di Maggio Op.6 _ 1. A Dante
Canti Di Maggio Op.6 _ 2. L'ora D
Canti Di Maggio Op.6 _ 3. Lia
Canti Di Maggio Op.6 _ 4. Matelda
Canti Di Maggio Op.6 _ 5. Il Lusignolo
Canti Di Maggio Op.6 _ 6. Ben venga maggio

La valorizzazione del patrimonio culturale locale e la riscoperta delle figure più significative che hanno contribuito a costruirlo si collocano tra gli obiettivi principali del nostro programma.
Tra tutti gli uomini illustri di Montegiorgio, Domenico Alaleona è forse il più caro ai suoi concittadini; a lui si intitolano il nostro bel teatro, la nostra banda, il nostro coro.
Oggi la collaborazione con gli amici del Festival Piceno, sensibili ed appassionati ricercatori nell'ambito musicale marchigiano, e con la casa discografica Bongiovanni ci permette di offrire ad un vasto pubblico una scelta dalla sua produzione per canto e pianoforte. Ne siamo lieti ed orgogliosi.
Un sentito grazie agli sponsor che hanno partecipato all'iniziativa.

L'Assessore alla cultura

Antonella Buttaroni

Albe danno abbrivio alla produzione compositiva alaleoniana con l'autore non ancora diciottenne che già tratta le sue prime emozioni "tonali" musicando testi dei carducciani Giovanni Marradi (1852-1922), Enrico Panzacchi (1840-1904) e si affida al sentimentalismo di Lorenzo Stecchetti (1845-1916) oppure ricorre a quel decadente Paesaggio lunare, ode melodiosissima di Gabriele D'Annunzio (1863-1938), che dettò ispirazione anche ai musicisti Paolo Tosti (1846-1916) e Ottorino Respighi.
Albe si connotano di purezza melodica serbata nel religioso amore per i luoghi dell'infanzia, per la terra montegiorgese: fra suoni e colori di una borgata incantatrice dove tutto è gaiezza sanità e vigore. D'ogni canto i villaggi si mostrano sulle cime ( P.Sabatier). Esse sono già il frutto di una sensibilità raffinata, non indifferente a forme di espressione intima e a riflessi della liederistica da camera di quel tempo che in Italia aveva preso la sua quota distaccandosi da espressioni salottiere (O. Ziino).
Successivamente (1913), incontrando la poesia di Giovanni Pascoli (1855-1912), il montegiorgese si cimenterà a comporre Melodie percorse da cieli stellati, bufere di neve, voci viventi di campane (E. Oddone). Musiche piene di brividi, angosce e gioie, la cui potenza emotiva si libra dalla terra nativa dell'autore: ora dall'umile campagna espressa con spiritualità sottile e profonda, ora dal fascino delle marine intraviste di lontano; sempre in delicatissima convergenza tra l'anima musicale del marchigiano e la visione naturista del poeta di Romagna. Innervate dalla malinconia, ad esempio, Marine sembrano appena svaporate dai colori ed illuminate da barbagli "esafonici" che consentono di apparentarle al miglior Debussy, per grazia e tumulto. Altrove il timbro è capace di restituirci tutto l'orizzonte montegiorgese dove colori anticati evidenziano memorie genuinamente italiane, nel manto delle rifrazioni lessicali di quel codice sonoro con cui Alaleona sentì qiunci il mar… e qundi il monte. La loro espressività getta luci discrete su di una personalissima colloquialità introspettiva rivelando un mondo interiore la cui difficile comunicabilità sfugge alla riduttiva etichetta di verista, decadentista o espressionista.
Del suo ciclo pascoliano Alaleona stesso dirà: non si tratta di romanze qualunque scritte alla spicciolata… ma di una raccolta dal valore non trascurabile. In anni più recenti, la critica confermerà il notevole gusto del brano liederistico alaleoniano evidente nei pochi e nitidi segni tracciati con la voce e con la timbrica pianistica (R. Zanetti).
Nei Canti di Maggio (1921), invece, la poesia è intesa nella sua antica statura e in tutto il valore a suo modo conoscitivo. Soprattutto quando i testi di Dante o de Il Poliziano chiamano in causa la ragione filosofica intrinseca nel loro dettato: Lia, Matelda, Ben venga Maggio. Folgoranti intuizioni sono mésse in evidenza dal suono "modale" che interpreta la sequenza e i nessi strutturali fra sé e la condizione di pienezza dell'essere, inteso in una sorta di Maggio edenico di rigenerazione primigenia. Qui i fantasmi che sorridono alla propria anima (D. Del Bello) con tenacia e fervore rivelano il suo ideale di umanità, di italianità e di modernità: pianoforte e voce dialogano in continua mobilità e incandescenza (D. Alaleona). Arditezze sonore e linguaggio materno sono i fattori di un'eloquente discorsività melodica in cui echeggia la primaverile musicalità del nostro Rinascimento.
Tutte le liriche per voce e pianoforte videro la loro enucleazione creativa durante le brevi permanenze a Montegiorgio dell'autore. Dal palazzo avito la sua contemplazione era sorretta dal vivissimo senso della bellezza e della natura traendo ispirazione dalla campagna natia, dai paesaggi di neve, dal vento, dai cieli azzurri, dal mare (G. Alaleona).

Claudio Giovalè

in Copertina:
"Alba" (studio) 1956 di Osvaldo Licini (part.)